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Fare Il Musicista e’ Un Lavoro, Pagate Il Musicista

 

Siamo alla fine del concerto. Hai appena terminato la serata, e a parte qualche piccolo strafalcione, lo spettacolo non è andato affatto male, la gente ha partecipato, consumato e si è divertita.

Sei stanco, le prove da molti giorni, i problemi tecnici della strumentazione, il componente del gruppo scazzato di turno ( c’è n’è sempre uno ), insomma, non avrai passato otto ore dietro la scrivania ma non si può nemmeno dire che sia stato tutto divertimento, anzi, il sacrificio è stato molto, e anche il lavoro.

Eppure il meglio sta ancora per arrivare…

Cominci a raccogliere le tue  cose  e a sistemare il palco, anche il sonno inizia a fare la sua parte , perciò decidi di andare dal gestore, meglio guadagnare tempo, prendere il malloppo e ficcarsi sotto la doccia al più presto.

il Tizio ti squadra da dietro il bancone,  ha già capito tutto ma prende tempo, noti subito qualcosa di strano, ma la cosa più buffa è che sei tu  ad essere costretto ad andare al dunque. – Senta,abbiamo quasi finito di sistemarci, tra poco andiamo via, domani sera siamo a Roma, giornataccia…- , sorridi, tenti di giungere con delicatezza  al nocciolo della questione. – Se intanto potesse pagarci, così appena siamo pronti possiamo andare via.- Il gestore finisce di scolarsi la birra, disinvolto – Certo, certo, nessun problema.- Apre la cassa, afferra due bigliettoni da 100 euro e li appoggia sul bancone. – Ecco qua, tutto sommato una bella serata…-

E’ vero, sei stanco, perciò strabuzzi gli occhi un secondo, ma niente può impedirti di notare che davanti a te non c’è la somma che aspettavi. – Mi scusi, forse non ci ha fatto caso, mi ha dato 200 euro, ma avevamo pattuito 350. – Il gestore si guarda un attimo intorno, poi appoggia i gomiti al bancone assumendo un aspetto fraterno, mentre l’ipocrisia è stampata chiaramente sulla sua faccia. – Ragazzo, senti, io lo capisco che suonare è una passione, e non siete stati nemmeno malaccio ( la verità è che anche se aveste suonato come i Rolling Stones lui avrebbe sminuito la performance lo stesso….) , ma hai visto quanta gente è venuta questa sera? Quanto credi che abbia incassato? –. Tu sei basito, – No, guardi, forse non ci siamo capiti, lei ha ascoltato la nostra demo e abbiamo pattuito 350 euro, abbiamo fatto 250 Km per suonare nel suo locale, e a dirla tutta la gente si è divertita, non sono uno stupido…- Il gestore inizia ad irritarsi , – Senti, se permetti conoscerò il mio locale meglio di te, ti dico che stasera non c’è stato il pubblico che mi aspettavo, dal sito mi sembravate una band con un certo seguito,  io sono abituato a far suonare chi mi porta consumazioni, non sto a fare beneficenza per pagare la SIAE…-

Bene, terminerei il racconto qui. Ho illustrato questa scena tipo per parlare di un argomento molto scottante che riguarda la maleducazione e la mancanza di rispetto verso il musicista.

C’è chi non viene pagato affatto, chi deve aspettare anni dalle amministrazioni comunali per beccare due lire. insomma,  sono troppo frequenti le situazioni in cui riducono il musicista ad un mendicante.

A te è mai capitato? Mi piacerebbe davvero conoscere la tua esperienza. Lasciami le tue impressioni e le tue proposte nel box dei commenti in fondo alla pagina. Sono proprio ansioso di sapere cosa ne pensi…

Andrea

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10 Responses to “Fare Il Musicista e’ Un Lavoro, Pagate Il Musicista”

  1. ciao Andrea, volevo raccontarti una cosa che finora non mi era mai capitata:
    Milano, il locale si chiama Ripa 90, una birreria che fa serate live da parecchio tempo.. la serata è uno stage della mia accademia di musica, ovvero si suona gratis come in qualsiasi stage scolastico, e fin qui nessun problema! facciamo il soundcheck, finiamo alle 8 in punto, e si pensa alla cena.. i prezzi del locale sono proibitivi, soprattutto per uno che suona gratis, e allora si punta al risparmio.. chi pizza d’asporto, piadina, mc donald!
    torniamo al locale e troviamo una bella sorpresa: si paga l’ingresso con consumazione obbligatoria.. 8€ per i musicisti, 10€ per gli altri! parliamo col gestore, ma non c’era verso di ragionare.. se l’è presa perchè non abbiamo mangiato nel suo locale! capito?? gli facciamo serata gratis, pretende che mangiamo nel suo locale con prezzi da ristorante quindi si viaggiava sui 20€ per essere un po sazi, e per di piu ci mette un ingresso con consumazione obbligatoria?
    abbiamo chiamato il direttore dell’accademia, ma nemmeno lui è riuscito a far ragionare il tizio..
    serata saltata, in 10 minuti abbiamo preso strumenti, ampli ecc e siamo andati via!!
    siamo arrivati a questo insomma: pagare per suonare!!
    federico

     
    • feddo666
  2. Allucinante!!!

    Guarda, io coglierei l’occasione per aprire un gruppo su faceboook dove segnalare i locali che non pagano o che fanno queste porcate…

     
    • admin
  3. Ciao, Andrea !!! tocchi un argomento molto sentito da tutti i musicisti che non sono ancora entrati nella casta dei grandi nomi della musica italiana.
    Purtroppo questi grandi dimenticano rapidamente la loro EX situazione precaria ….. e cmq. avendo voce in capitolo, nulla fanno per cambiare il sistema che regola la musica in Italia…..e qui, ci sarebbe da scrivere un libro.
    Vorrei vedere se i musicisti paragonati a mendicanti non divulgassero le loro fottute canzoni ( generalmente mediocri ) spesso arrangiandole per renderle degne di essere suonate.
    Io non me la prendo molto ( almeno in generale) con i gestori dei locali che spesso chiudono effettivamente il loro bilancio in perdita, tartassati, da tasse varie e siae.
    Cominciamo quindi a pensare che anche i musicisti dovrebbero avere un sindacato vero, che cominci ad equilibrare l’ enorme sperequazione che c’è tra chi sta nell’ olimpo e chi deve elemosinare una serata.
    Buon lavoro,
    Jigi Epi

     
    • Jigi Epi
  4. - perchè spesso il musicista è un mendicante
    - perchè ci sono troppi che non sono professionisti e si mescolano con tanti che vorrebbero essere professionisti ma non hanno le qualità per esserlo, i pochi, veri professionisti effettivamente sono penalizzati da tutta questa situazione
    - se non ti hanno pagato vuol dire che non sei tutelato o sei un frescone, vedi tu, e capisci come muoverti
    - se vali le condizioni le fai tu, se come te ce n’è mille e meglio di te 100 cosa ti sdegni a fare? e comunque vedi risposta precedente.
    -stronzate dei gestori? il gestore ha un attività commerciale, puo scegliere di fare molte cose tra cui la musica, ma alla fine per mandare avanti la baracca, (cosa molto più difficile che imbracciare una chitarra e definirsi artista) deve fare dei compromessi, se il gruppo non porta gente e la gente si è disamorata della musica la colpa di chi è? dei gestori? mah… io penso proprio di no, sarà della società, delle case discografiche della siae di chi volete ma non di sicuro del gestore che non fa il produttore ne il discografico ne il politico ma deve pagare una serie di persone come magari un barista che finisce per prendere 50 euro a sera se li prende facendosi un culo tanto.

    concludendo:

    chi parla è un “musicista” e un gestore di locale, mi sento di vedere le cose da entrambi i punti di vista.
    Essenzialmente il problema è che la musica dal vivo a basso livello non ha un ritorno economico, quindi non essendoci soldi non ci sono per nessuno, per i gestori, per i gruppi per la siae.
    L’idea che i musicisti hanno è che il gestore del locale si fa i soldi veri e non paga i musicisti, la realtà però è che i musicisti non hanno idea di quanta birra bisogna vendere per fare 500€.
    Non possono voler essere pagati perchè sanno suonare, amesso che lo sappiano fare, perchè c’è una quantità di improvvisati, inquietanti.

    Questo è il mercato.Se non vali, non vieni pagato, e vali rispetto a quanti soldi fai fare.
    I calciatori guadagnano un sacco di soldi, però li fanno fare, con le magliette le pubblicità i gol ecc…
    I musicisti (ovviamente mi riferisco a quelli che girano a suonare per i pub, non stiamo parlando certo degli artisti di successo) se non portano introiti con quali soldi dovrebbero essere pagati?
    Perchè si sono messi a studiare musica gli deve essere concesso un sussidio? Sveglia.

    Proposte?
    Alleggerire le pressioni fiscali per chi fa musica.
    Incentivi ai locali che propongono band emergenti, siae free per contest di gruppi emergenti, borse di studio per musicisti emergenti, musica a scuola alle superiori, trasmissioni di livello in televisione, sforzo culturale globale del paese per investire in maniera proficua sui giovani e non su quei soliti 4 personaggi che si fanno i miliardi, perchè la loro notorietà e i soldi che fanno dovrebbero andare a sviluppare le nuove leve.

    Finchè ve la prendete coi gestori non andate lontano.

    Saluti,

    Stefano.

     
    • Stefano
  5. ciao, questo argomento lo vivo da 20 anni, ma ora ho capito il perche’ di questi problemi:

    1) troppa gente che suona gratis e rovina il mercato
    2) assenza di una union musicisti come nei paesi anglosassoni, in inghilterra c’e’ il minimo sindacale e una tessera, almeno qualche anno fa’ era cosi’
    3) problema politico: i sindacati in italia sono la rovina dei lavoratori e infatti ai musicisti non ci hanno mai pensato pero’ al concerto del 1 maggio sono tutti in prima fila con le loro bandiere a sfruttare l’evento musicale
    4) per la siae hanno ragione, la serata musicale costa circa 130 euro a alla fine preferiscono pagare un ragazzino che mette su qualche CD scaricato dal web oltretutto dice che lui “SUONA” no cazzo io suono!!!!
    5)i musicisti seri in talia sono uno su 100, gli altri lo fanno per bersi le birra gratis e farsi belli con le ragazze
    6)io non ho mai suonato gratis se non a un festival davanti a 1500 persone (ma cena e albergo pagato) chi lo fa e’ un coglione (vedi punto 5)
    7) chi fa le cover non dovrebbe nemmeno essere pagato, anzi la siae dovrebbe far pagare di piu’ ai locali che fanno suonare i gruppi cover e gli stessi andrebbero boicottati, oltre a suonare per 100 euro se va bene fai avere anche soldi ai soliti noti italiani che sono sulla scena da 20 anni proponendo sempre la solita solfa, allora sei una capra!!!!
    8) se sei una capra e’ giusto che ti diano 100 euro o niente!!!!
    9) la gente suona le cover perche’ sono tutti musicisti del weekend e non hanno tempo di buttare giu tre accordi in croce (o non ne sono capaci)
    10 tutte queste cose contribiuscono fortemente alla situazione attuale, oltre a proporre sempre musica di10 15 20 anni fa’
    questo e’ il mio pensiero
    ciao filippo

     
    • Filippo
  6. SIAMO SICURI CHE TUTTI FANNO I MUSICISTI ? CIOE’,

    QUANTI SUONANO DAL VIVO METTENDO LE MANI

    SU UNA TASTIERA OPPURE METTENO DISCHETTI

    FACENDO SCENA MUTA?

    SE VOGLIAMO PARLARNE INCOMINCIAMO HA

    CAPIRE QUANTI SI INVENTANO PIANOBARISTI

    METTENDO BASI MUSICALI E COSI FACENDO

    TOLGONO IL LAVORO AI VERI MUSICISTI E LE

    ASSICURO CHE CE NE SONO ANCORA, CHIEDENDO

    50 € PER UNA SERATA.

    TUTELIAMO I VERI PROFESSIONISTI CHE SI

    FANNO UN MAZZO COSI’ SUONANDO LEGGENDO SPARTITI

    PER 3 O 4 ORE DI FILA.

    SALUTI

    DA MUSICISTI DOC

    CARLO E MICHELE

     
    • Carlo e michele
  7. I discorsi fatti in questa pagina scusate ma non li condivido. “Musicisti di tutto il mondo unitevi” non mi piace per niente. Se si suonano brani scritti da se stessi ovvero inediti non registrati alla SIAE , la SIAE non deve essere pagata, ho in mano un documento che lo accerta…scritto dalla SIAE che prima ci prova ma quando qualcuno va in fondo alla faccenda è costretta ad ammettere questa verità. Se poi uno si vuole iscrivere alla SIAE fa una scelta stupida. Detto questo nn mi piace il discorso dei musicisti bravi e dei dilettanti. Siamo di fronte ad un nuovo modo di fare musica e che ognuno si inventi il propruio modo per avere un seguito e per creasi un seguito. Questo è lo scopo principale. Monetizzare poi è l’ultimo dei problemi. Mai parlare con chi non vuole parlare.Mai mendicare. Darsi da fare e ingegnarsi….neanche i Pink Floyd all’inizio sapevano suonare , ovviamente spero siate al corrente di questo. Eppure facevano serate. Col tempo ovviamente hanno imparato ma facevano gia dischi. Questo è stato detto da loro in un documentario di cui ho visto anche le prime esibizioni. prima cosa essere unici. Sveglia e smettetela di fare i sapientoni e di lamentarvi.
    Daniele

     
    • daniele
  8. devo dire che hai sollevato una questione molto importante e molto comune!la somma più bassa ricevuta il un esibizione live in un locale qui a napoli è stata 30 euro, per un gruppo di 5 persone!ma la cosa più sconvolgente in cui mi è capitato di imbattermi è stato il bando di concorso di un contest a roma: qui si chiedeva la quota di iscrizione di 25 euro, ovviamente rimborso spese zero per chi viene da fuori, e poi UDITE UDITE bisognava portare almeno 25 spettatori per ogni gruppo, ognuno dei quali aveva un consumazione obbligatoria. ciò ovviamente era per assicurarsi clienti per la serate, e a tale scopo il gruppo partecipante doveva versare una quota di 60 euro di cauzione che sarebbero stati restituiti solo ai gruppi che avessero portassero 25 persone per la serata!a e sembra assurdo..

     
    • arianna
  9. La mia idea è molto simile a quella di Stefano, anche se aggiungerei un paio di punti sulla questione.

    Se il locale non paga, o paga poco o in qualche modo si comporta male, secondo me la cosa più saggia da fare è di non tornarci più e di non lasciarsi sfuggire occasione per raccontare il suo comportamento in giro, mi è successo col Comune del paese dove abito…

    Aggiungo anche un altro mio pensiero, la figura del musicista è in continuo cambiamento.
    Il musicista fino a qualche secolo fa andava in giro da un paese all’altro, proponendo in musica storie ascoltate nel villaggio precedente, li chiamavano cantastorie e venivano sostenuti dalla gente del villaggio che li omaggiava di offerte per lo più di cibo.
    Il musicista di oggi ha subito una rivoluzione, da straccione scorripaesi che era, oggi pretende di essere ospitato, ascoltato, mangiare gratis e pagato (bene e magari in nero…) e le parole dure contro i gestori che ho avuto modo di leggere, forse sono un tantino dure, ma più che altro poco utili per arrivare ad una soluzione.
    Potrebbero sembrare le parole di un gestore di locali ma vi posso garantire che sono invece quelle di un musicista.

    Suggerimenti: La S.I.A.E. potrebbe trovare formule economicamente più adatte a piccoli spettacoli nei pub.
    I locali chiedono di portare gente, potrei sentirmi infastidito ad una richiesta simile, ma se ci pensate bene è una richiesta legata ad una “selezione naturale” artistica, chi riesce a trovare un modo per portare gente al locale, è più “dritto” ed è giusto che si guadagni la serata.
    Dunque, secondo me, la figura del musicista moderno è quella di chi sa organizzarsi il proprio lavoro sul palco ma anche sotto il palco.

    Tutto pienamente contestabile, è solo il mio punto di vista.

    Fabio

     
    • fedra
  10. volete sapere qual’è il problema di base? che qua in ITALIA il settore l’industria definitela come volete è in mano ad una masnada di gente completamente digiuna dal concetto di MUSICA!!! a forza di proporre mediocrità si è prodotto un cliente mediocre che NON ESSENDOSI AFFEZIONATO AL PRODOTTO E AL MERCATO fa quel che fa!! in GB o in Germania il mercato tira(va) perchè gettate le basi CULTURALI per proposte musicali nell’educazione etc.. si ha avuto un effettivo ritorno di INTERESSE da parte del pubblico. qua con il bassississississimo livello di proposta non avremo mai e dico mai una scena un minimo di industria un qualcosa di diverso che non siano festival etichette studi discografici musicisti con le pezze al culo e senza prospettive di sviluppo. difatti l’unica cosa che bellamente subiamo è: musica italiana basilare buona per ascoltatori da luogo comune e musica estera buona per chi la musica magari un pò l’ascolta e l’esplora invece di sentirla solamente, quindi se anche qua si produce roba buona con non reggiamo la competizione estera proprio per un problema STRUTTURALE. i locali live MORIRANNO. a meno che non si appellino al primo genere canzoncina facile facile quindi dj set o proposte standard. è l’italia gente. mediocre su tutto.
    non capace a far soldi o cultura a lungo termine.
    fate una bella cosa o emigrate o suonate per voi e i vostri cari. stop

     
    • Fabio

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