di: Emanuele Barboni
Il mondo si evolve, arte e musica si evolvono, il diritto d’autore e la proprietà intellettuale restano ferme al medioevo. Se parlate ad un dipendente SIAE di internet, storcerà il naso. Pare che questa società non accetti il fatto che ad oggi la musica e l’arte si possa diffondere in maniera globale attraverso un computer. Restano chiusi nel loro guscio.
Internet non è più una rete di computer che collega università statunitensi, ma è un luogo di democrazia e diffusione di contenuti. Una rivoluzione. E con questa rivoluzione in atto, è giusto che artisti, musicisti e creativi abbiano il diritto di poter diffondere il proprio materiale in maniera sicura, senza possibilità di plagio o di utilizzi non consentiti.
Questa è stata, sino ad ora, la big question in merito ai copyright sulla Rete: si mettono online i materiali (musica, blog, fotografie ecc.), ma chi mi tutela la proprietà intellettuale? Come posso garantire, di fronte ad un giudice, che quella foto o quella canzone è mia?
Da oggi esiste una vera (e garantita) forma di tutela del diritto d’autore in internet e, per giunta, non costa un euro. Safecreative è un regsitro di copyright gratuito con sede in Spagna. Registrandosi al sito, è possibile uploadare qualsiasi tipo di materiale e ottenere così un certificato di paternità dell’opera. Un certificato, ragazzi. Che emozione.
Come funziona? Niente di più semplice: Safecreative.org mantiene una copia del tuo materiale e si fa garante della data di inserimento dell’opera nel suo registro, in modo da poter garantire un certificato che ne determini sia la paternità , sia la veridicità .
Possiamo scegliere il tipo di licenza, da quella Creative Commons (che può garantire la diffusione con alcuni diritti riservati) fino alla più ristrettiva Tutti i diritti riservati. E’ possibile permettere anche il download diretto del materiale, e per ogni opera è disponibile un banner che linka al certificato di proprietà intellettuale.
Quindi, ragazzi, non titubate a mettere online su MySpace (o, ancora meglio, su jamendo.com) le vostre canzoni, poesie, opere d’ingengno: con Safecreative sarete tutelati e certificati, una volta che invierete il materiale al sito. E ci si impiega davvero un minuto, senza lunghe code agli uffici SIAE nè mille moduli da compilare. Bye bye carta (e foreste distrutte), ora ci sono i bit che ci vengono in soccorso.
Una rivoluzione copernicana.
E’ ora di dire basta alla (conservatrice) SIAE, che non si è mai aperta all’innovazione. E’ giusto che ogni artista decida come e dove diffondere le proprie opere, e sotto quale licenza, in maniera gratuita e garantita.
Ad esempio le mie fotografie e i miei scritti, da oggi, sono coperti dalla licenza Tutti i diritti riservati. Ed è vero. C’è un certificato che lo attesta.
Se un giorno vorrò cambiare la tipologia di licenza, accederò al mio account SafeCreative e la cambierò. nulla di più semplice.
Quindi attenti, ragazzi che rubate da internet foto e musica dalla vostra agenzia di pubblicitĂ . Da oggi potete passare guai seri se violate il copyright.
La proprietà intellettuale è un diritto inalienabile dell’essere umano, e la sua tutela, da oggi, è garantita e gratuita.
Per questo oggi è un grande giorno.
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Nota:
Il mondo si evolve e sistemi come la SIAE appartengono al passato. E’ necessaria una nuova forma sia di tutela della proprietà intellettuale (sulla carta lo Stato ti tutela, ma in pratica?) che di distribuzione dei proventi.
SIAE è collegata al sistema classico di broadcast (radio, tv, eventi) che ha ben poco a che fare con la realtà odierna di creativi e compositori. Quello che dico, in sostanza, è che insieme alla tutela delle opere è cambiata anche la metodologia di diffusione (prima radio tv ecc, ora web) dunque i proventi derivanti dall’uso commerciale andrebbero gestiti in maniera differente. Un sistema aperto come internet non può condividere con uno chiuso, mi pare chiaro.
Per la gestione dei diritti per l’uso commerciale, esistono siti web (vedi jamendo.com per la musica) che garantiscono la distribuzione libera del materiale e che garantiscono proventi (soldi veri) per l’uso commerciale delle opere.
Una piccola aggiunta: non conosco nessuno che abbia mai depositato opere in SIAE ottenendo grandi cifre per i diritti. Forse solo un mio amico produttore ha guadagnato qualche euro.
Quasi tutti lo fanno per tutelarsi dal plagio. E forse è qui l’errore di fondo dell’Italia perchè lo Stato fa(rebbe) da garante, quindi perchè depositare? Il punto è: come posso dimostrare di essere l’autore di quest’opera di fronte ad un giudice? Se non ho certificati che lo attestano, la mia parola contro la tua. Con Safecrative ci si tutela in questo senso.
Qui si parla di tutelare i giovani ai quali non interessa fare soldi con la musica, ma solo diffonderla in maniera giusta e corretta sui nuovi media.
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