La musica e internet, un connubio vincente ma non una panacea: intervista a Luigi Calivà, direttore di Bancamusica
di Andrea Diletti
Da quando lavoro con internet mi è capitato spesso di entrare in contatto con dei colossi della storia della musica online. Molto spesso, purtroppo, li trovi così tronfi a causa dell’ossessione dei numeri ( gli utenti che sono iscritti ai loro forum, le visite uniche che hanno maturato negli anni, ecc…) da rendere la conversazione autoreferenziale e poco stimolante.
Non è il caso di Luigi Calivà che, tra l’altro, in quanto a numeri non ha niente da invidiare a nessuno ( (15.500 iscritti al suo portale e quasi 6000 schede di artisti o band auto-inserite).
Non è tutto, il direttore dell’utilissimo portale BANCAMUSICA, ha snocciolato delle riflessioni talmente aderenti alla realtà e così attuali che meritano davvero di essere lette.
BANCAMUSICA nasce nel 2002 con lo scopo di dare strumenti e contatti a chi vuole fare musica, un vero database ,creato quando esistevano e avevano senso ancora discografici ,manager e produttori. Attualmente, il portale sta pianificando un aggiornamento più consono al web 2.0 e alla nuova dimensione della musica online.
Quando ho chiesto a Luigi cosa ne pensasse del futuro della musica mi sono trovato assolutamente concorde con ila sua necessità di ridimensionare l’entusiasmo che gravita attorno al marketing musicale online.
Come ho spiegato spesso ai tanti musicisti che ci seguono , l’utilizzo di Internet non è ( almeno per ora) la soluzione finale e conclusiva di un progetto musicale che necessita invece di una pianificazione, di attori coinvolti e steps ben delineati.
Non è limitandosi a promuovere le canzoni su Facebook che ci si può aspettare di diventare star plurimiliardarie. Anzi, la strada del marketing musicale in rete è molto dura, e richiede pazienza e umiltà. Internet va sfruttato parallelamente ai contatti umani, ai concerti, a una sqadra di professionisti che segue la tua produzione.
Ecco come lo spiega bene Calivà:
“ Io sono un professionista del music-business e ritengo che la rete internet sia solo un’occasione, un semplice tassello di un più complesso puzzle da comporre per avere la possibilità di iniziare una carriera e vivere di musica, non un punto di arrivo o la panacea per tutti i problemi che la musica ha in Italia.
My Space e tanti altri siti simili hanno solo dato l’illusione di poter fare da soli, cosi come la truffa della distribuzione digitale che in assenza di marketing e promozione (cioè di un progetto) è pressoché inutile, la musica e la discografia sono un gioco di squadra dove ognuno ha il proprio ruolo, artisti, manager ,produttori, discografici, promoter e uffici stampa. Senza questa squadra non si va da nessuna parte e i tantissimi giovani che si sono illusi che bastasse avere i brani su MySpace per far andare tutto per il verso giusto, si stanno accorgendo che non è così. “
Parole sante. Io sono un fautore della potenza del web e credo che sia uno strumento straordinario, ma mi accorgo che sono pochi gli artisti consapevoli di doversi rimboccare le maniche affrontando gli investimenti economici e psicologici necessari per ottenere dei risultati duraturi.
Music Marketing Online, e non mi stancherò mai di dirlo, è assolutamente solidale con tutti quei musicisti che vogliono implementare la loro visibilità online, e lavoriamo in redazione giorno e notte per fornirvi gli strumenti necessari per ottenere il meglio dalla rete, però non vorremmo mai che ciò diventi un modo per eludere il sacrifico e la professionalità che richiedono un prodotto discografico di qualità.
Proprio sulla professionalità interviene ancora Luigi Calivà:
“ Sai cosa è cambiato per chi fa musica in modo professionale dall’avvento di Internet ?
Due sole cose:
- Uno, la facilità e velocità distributiva ,infatti la musica in rete è molto più veloce di una distribuzione fisica (CD da stampare, spedire, comprare).
- Due, l’aggiunta nel marketing di attività promozionale sulla rete.
Il resto e rimasto tutto come prima, stessi interlocutori, stessi meccanismi, le radio, il Music Control, la promozione Tv, il marketing , la pubblicità, MTV, etc…. ”.
Mi permetto di aggiungerne un terzo: il rapporto con i fan e con la propria nicchia, perchè come ho descritto in questo articolo , Internet sta diventando lentamente uno dei filtri più potenti nella mediazione tra l’artista e il suo seguito.
Mi sento di ringraziare personalmente Luigi Calivà per il suo validissimo contributo e v’invito tutti ad iscrivervi sul suo portale BANCAMUSICA
Vi lascio con le sue parole, amare e pungenti, ma assolutamente reali e dolorosamente attuali
“ L’Italia è un paese piccolo (piccoli numeri) dove la musica è importante solo a parole, ma i fatti sono i politici che se ne fottono, sgravi fiscali assenti, utenti che scaricano file illegali ,manca una politica culturale per la musica di tutti i generi, e nel frattempo negli ultimi 6 anni si è perso credo metà dei posti di lavoro dell’indotto, studi di registrazione,tecnici del suono, etc. etc. ”
Luigi Calivà
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