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La musica è finita, gli artisti se ne vanno: la dittatura musicale delle radio italiane e il declino della canzone massificata

 

music

di Andrea Diletti

il malcontento dilaga in rete, sempre più artisti sono amareggiati e delusi dalla scarsità di spazi promozionali messi a loro disposizione. Non pensiamo, però, che l’amarezza sia esclusiva del musicista indipendente e nemmeno che le lamentele siano dettate da mero vittimismo.

Tutt’altro, sono gli ascoltatori stessi ad essere seriamente stufi della musica che viene loro imposta. Addirittura , stanno nascendo gruppi sui principali social network.

Eccone alcuni:

Sono stufo della dittatura musicale delle radio italiane
Sulle radio che non fanno passare musica decente
In favore di una proposta di legge 70 & 30 nelle radio italiane
Vivi la musica…Ma tutta!!!

Ridate Alla Musica La Dignità Che Le Avete Tolto !!!

Leggendo il manifesto di uno di questi gruppi troviamo:

“E’ possibile che le radio italiane trasmettano 24h su 24 le stesse 25-30 canzoni dei stessi 15-20 artisti?
Perchè in Italia non esiste pluralismo musicale? Perchè non esistono radio indipendenti? Perchè nei luoghi pubblici si ascoltano sempre quei 20 (circa) nomi noti?
Perchè non c’è una sorta di autority o anti-trust anche per le radio che garantisca il pluralismo musicale?
IN ITALIA CI SONO MIGLIAIA DI GRUPPI CHE FANNO MUSICA BELLISSIMA E CHE MUOIONO PERCHE’ NON SAPPIAMO NEMMENO CHE ESISTONO, quali possibilità hanno queste band se non c’è libertà di scelta per chi vuole ascoltare musica?â€

La cosa buffa, è che questo scenario è stato profetizzato da tempo, basta pensare a cosa dichiarò Renzo  Arbore già  nel 1997 su  articolo dell Corriere della Sera: “Penso che il servizio radiofonico pubblico sia sano, ma in molte emittenti private la pratica di appoggiare alcuni dischi in cambio di pubblicita’ e’ molto diffusa. Le case discografiche hanno mille modi per sedurre le radio: offrono come ospiti cantanti importanti, investono in pubblicita’, incaricano i dj di rimaneggiare i dischi. C’e’ una forma di collaborazione troppo stretta. E le radio diventano un tutt’uno con le case discografiche”.
Nello stesso articolo intervenne anche  Red Ronnie,Lo scandalo delle radio non consiste nella corruzione, ma nella perdita della fantasia. I dj si sono addormentati e invece di scegliere una canzone all’interno di un disco si limitano a mandare il singolo scelto dalla casa discografica. Dunque gli accordi e i favori esistono.â€

Dieci anni dopo, nel 2007, un  comunicato congiunto (Più spazio in radio ai nuovi talenti della nuova discografia italiana) di Giordano Sangiorgi – Meeting delle Etichette Indipendenti, Mauro Valenti – Italia Wave, Fabrizio Brocchieri – Primo Maggio Tutto l’Anno e per il Circuito dei 60 Festival per Emergenti del MEI Fest, faceva ancora luce su una situazione inalterata, se non addirittura peggiorata.

Ecco come descriveva la situazione il bellissimo articolo:

“Il ricco patrimonio culturale ed artistico della nuova scena musicale italiana, all’interno di una prospettiva che vede la musica sempre più legata al mercato globale e ai nuovi mercati della distribuzione digitale, rischia una forte penalizzazione, se non addirittura, in alcuni casi, la cancellazione. All’interno di tale quadro la necessità più urgente è quella di poter avere da parte dei principali netwrok radiofonici italiani un’attenzione maggiore verso la nuova musica italiana emergente, con particolare riferimento alle opere prime degli esordienti e alle produzioni della ricca e vitale scena delle piccole e medie industrie della discografia indipendente.

A tale proposito si ritiene obsoleto e superato il sistema delle “playlist”, presente in tutti i grandi network e che porta all’omologazione delle scelte musicali sempre verso un ristretto numero di artisti, così come si ritiene oramai urgente e necessario rivedere la rappresentatività reale di strumenti di monitoraggio e di controllo su ciò che è più gradito in radio, che sembrano anch’essi oramai assolutamente parziali.

Nell’ambito di uno spirito di confronto costruttivo, al fine di evitare l’omologazione musicale su scala mondiale e per cercare di creare sempre nuove opportunità per i giovani talenti musicali del nostro paese e allo scopo di sensibilizzare le grandi emittenti, a favore di un sostegno per la diversità culturale e ai nuovi talenti, ma anche di un pubblico che certamente cerca canali radiofonici con una ricca diversità di offerte, siamo a chiedere con forza fin da ora alle radio di creare appositi spazi da dedicare agli esordienti e alle produzioni innovative, di ricerca e sviluppo, della nuova scena indipendente italiana proposti dai più importanti festival pop rock italiani, oramai bagaglio culturale indelebile del nostro paese, e ci rendiamo disponibili ad un incontro, singolarmente e coi soggetti collettivi del mondo delle radio, per lavorare insieme a progetti radiofonico musicali che facciano scoprire tutti i grandi nuovi talenti musicali che il nostro paese sa esprimere.

Giordano Sangiorgi – Meeting delle Etichette Indipendenti
Mauro Valenti – Italia Wave
Fabrizio Brocchieri – Primo Maggio Tutto l’Anno e per il Circuito dei 60 Festival per Emergenti del MEI Fest “

Musicisti rassegnati, ascoltatori delusi, e le radio ?

Anche loro si danno da fare, e soprattutto anche loro soffrono l’egemonia dei grandi network. Giancarlo Passarella ce ne parla nel suo articolo: Affida la tua promozione alla radio locale, non agli stregoni della pubblicita’. Questo è anche  il motto della R.E.A. Radiotelevisioni Europee Associate, struttura che si batte per non far morire l’emittenza locale.

E’ proprio la REA  ad aver  concretizzato un bellssimo progetto,  qual’è quello di mettere insieme le professionalità di diverse radio locali per realizzare programmi musicali, informativi, di svago e culturali a totale beneficio di quel pubblico che da tempo chiede qualità di programmazione.  Lo statuto de “Le 100 Radio + Belle d’Italia” lo trovate nel sito ufficiale del circuito www.le100radio.net il quale prevede la libera e gratuita partecipazione di tutte le radio senza pregiudizio riguardo alla appartenenza ad altre associazioni.

La musica è finita, gli artisti se ne vanno, ma dove?

Sul web, naturalmente, se pensiamo che oltre 300 radio hanno aderito a RADIO SUONO RIBELLE, il primo circuito di emittenti disposte a trasmettere artisti emergenti, e che la promozione radiofonica indipendente sia diventata una concretezza e non un più un lusso, ci accorgiamo che internet grazie alle sue offerte ramificate e diversificate è il posto milgiore dove sperimentare la propria creatività e riassaporare un pò di libertà espressiva.

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I nuovi “Gatekeeper†nell’era della musica digitale non sono più i discografici, che sceglievano  chi fosse degno di raggiungere la vasta platea degli ascoltatori televisivi e radiofonci. Come abbiamo detto in questo articolo  “Le prospettive attuali del contratto discografico: l’anonimato e il dimenticatoio†i tempi sono decisamente cambiati, oggi un’artista ha davvero la possibilità di giocare e vincere la partita del suo su successo musicale.

E tu, che ne pensi?

Andrea Diletti

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